La Fondazione nasce per dare vita a progetti innovativi a favore di giovani con una storia di disagio psichico, e più in generale con problemi di inserimento sociale. Era questo un desiderio profondamente coltivato da Gaetano; dopo la sua improvvisa scomparsa, in quei drammatici giorni di fine maggio, poter pensare a questa Fondazione è stato un po’ come poter rialzare la testa, e cercare di aprire una strada fra tante che si chiudevano. Alla nascita di questa Fondazione si incontrano tre forze: le due fondatrici Gisella e Fiorella Baserga, moglie e cognata di Gaetano, con cui hanno condiviso un progetto di vita e uno stile nell’affrontare le cose; la BEMA editrice, con il suo ampio respiro di impresa, e il suo appoggio economico, tecnologico, professionale; un gruppo di giovani che, provenienti da studi diversi, sta animando ‘dal basso’ e conducendo concretamente questo progetto.

LO STUDIO DEL TERRITORIO

I primi mesi sono stati dedicati allo studio del territorio e delle possibilità di intervento. Sono stati mesi di incontri a 360 gradi, di conoscenza degli interlocutori e di progressiva chiarificazione della complessa articolazione dei servizi.

Menteinsalute.it
Nel corso della ricerca, abbiamo tratto gran luce dalla ‘guida ai servizi’ presente sul sito www.triestesalutementale.it , che offre in forma sintetica e accessibile ai non addetti ai lavori uno sguardo d’insieme su tutte le strutture presenti nel territorio friulano. Non trovando nulla di simile per il territorio lombardo, è stato per noi naturale, alla luce dell’esperienza editoriale di BE-MA, pensare di restituire la nostra ricerca come primo servizio. È nata così l’idea del portale Menteinsalute.it, per la descrizione del quale rimandiamo alla scheda specifica. Su questo progetto si sta anche costruendo giorno per giorno la collaborazione con Progetto Itaca.

Residenzialità leggera
Parallelamente al lavoro su Menteinsalute, abbiamo condotto, insieme a Fondazione Oltre, uno studio di fattibilità sulla questione della Residenzialità Leggera; è questo un tema molto delicato e al centro del dibattito, che prevede la messa a punto di alloggi a bassa protezione e in semi-autonomia per soggetti in uscita dalle comunità psichiatriche, resa obbligatoria dopo i 36 mesi di degenza. È uno dei settori in cui la discrepanza fra domanda e offerta risulta al momento bruciante. Rimandiamo alla apposita scheda per la sua descrizione dettagliata. L’indicazione principale che abbiamo tratto dallo studio è che il modo più fruttuoso per affrontare la questione dell’autonomia dei soggetti psichiatrici è porre la questione della Residenzialità Leggera non isolatamente, come branca dell’housing sociale, bensì come momento di un più ampio e articolato lavoro, in cui gli inserimenti lavorativi giocano un ruolo fondamentale. È questa quindi la questione su cui abbiamo in seguito concentrato le nostre energie, per poter poi riapprocciare le altre questioni, sia abitative sia terapeutiche, alla luce di una possibilità concreta, per i soggetti coinvolti, di autonomia.

IL PRIMO PROGETTO CONCRETO E LE PROSPETTIVE

Quello che stiamo progettando è un luogo di laboratori che si situi fra l’uscita dal percorso terapeutico/assistenziale nelle comunità o da lunghi periodi di emarginazione e inattività e l’entrata nel percorso di inserimento lavorativo; un luogo in cui gli utenti possano ‘imparare facendo’, cimentarsi in attività pratiche e produttive in un contesto protetto, per dare luogo a tirocini in contesti più strutturati; i primi due laboratori attivati saranno un laboratorio di serigrafia e un laboratorio di computer, descritti più ampiamente nella scheda specifica a cui rimandiamo. La prima sede ad ospitare questo progetto sarà Via Dolomiti 11 a Milano.
Il Centro che qui si costituirà, oltre a fornire uno specifico servizio di avviamento al percorso lavorativo, sarà anche un punto di partenza per ulteriori sviluppi e sperimentazioni. In particolare, le prospettive concrete che ora vediamo sono due.

  • La prima è di costruire uno spazio di riferimento per le associazioni e le cooperative per quanto riguarda la comunicazione, la promozione e la messa in rete delle iniziative. In questo senso la creazione di siti e portali, e la realizzazione di opere serigrafiche, e altri specifici lavori che si aggiungeranno, potrebbero concorrere a un destino comune. In merito, è in corso di discussione con l’Agenzia Lavoro e Apprendimento (A.L.A) dell’ospedale Sacco la possibilità di costruire un portale specifico sugli inserimenti lavorativi nel territorio di Milano.
  • La seconda è dare vita a percorsi formativi più strutturati e direttamente rivolti all’inserimento lavorativo mirato; stiamo in questo senso studiando, grazie anche alla grande rete di contatti messa a disposizione da BEMA, in particolare il settore della legatoria e cartotecnica e quello della ristorazione.

LE IDEE SU CUI ABBIAMO INIZIATO A LAVORARE

Sostenibilità
crediamo che questi progetti possano prendere vita e acquisire un'autonomia gestionale. Quindi non progetti 'a perdere', ma impostati su un equilibrio imprenditoriale capace di valorizzare al meglio le risorse e le capacità di tutti i soggetti coinvolti.
Territorialità
Quello che ricerchiamo sono strade per ricollegare i soggetti al tessuto sociale da cui sono rimasti esclusi, per rendere nuovamente praticabile il territorio rispetto a cui ci si trova emarginati; trasformando gli ostacoli in momenti d'invenzione.
Lavoro di rete
I progetti che stiamo impostando hanno una comune caratteristica nel valore, oltre che come specifico servizio, come snodi e punti di emersione di una rete. Soggetti svantaggiati, familiari, operatori, terapeuti, ricercatori, aziende, finanziatori, istituzioni, potranno esserne sia fruitori sia sostenitori.